Casino on line e poker on line, forse conviene legalizzarli
poker on line, casino on line February 12th, 2008La situazione legislativa che esiste nella maggior parte dei paesi europei membri dell’Unione Europea, per quanto riguarda l’attività di casino on line e sito di poker online, mostra sempre più lati che mancano di una certa logica.
A parte l’Inghilterra, che ha regolarizzato tutto il settore dei casino on line e del poker on line con il Gambling Act del 2005, tutti gli altri paesi non si pronunciano in modo definitivo e passano da un divieto totale a una certa permissività senza adottare una politica definitiva.
In tutti i paesi europei esistono lotterie nazionali, scommesse sportive, giochi elettronici (slot machine e videopoker), gratta e vinci e casino legali terrestri che sono amministrati dai monopoli di stato esistenti in ognuno di questi paesi. I casino on line e i poker on line, sono in genere registrati in paesi che fanno parte della UE, come Malta e Gibilterra, ma che sono dal punto di vista della tassazione sono dei paradisi fiscali.
I monopoli statali che gestiscono i vari giochi d’azzardo proposti dallo stato riscuotono enormi cifre in tasse che vanno ad arricchire le casse dell’erario, e che ormai sono una fonte di introito alla quale i governi non possono e non vogliono rinunciare.
Eguagliare la percentuale di tassazione sull’azzardo a quella dei paradisi fiscali toglierebbe la convenienza dei casino on line e dei poker on line a registrarsi all’estero, rendendo l’attività registrata in patria lucrativa e conveniente.
È capibile la riluttanza di questi paesi ad abbassare la percentuale di tassazione sull’attività dei casino on line e dei poker on line e di tutto l’azzardo in generale, per paura di perdere introiti rispetto a quelli attuali, ma non è chiaro se i governi di questi paesi hanno calcolato in modo approfondito l’ammontare dei possibili incassi da tutti i settori dell’azzardo con una tassazione più bassa. Forse potrebbe essere più conveniente della somma degli incassi attuali dopo aver sottratto la mancata riscossione di tasse dall’online.